L'incarico venne affidato all'ingegnere Ferdinand Porsche, titolare dell'omonimo studio di progettazione, creato nel 1931, col diktat di creare un'auto piccola, economica, semplice e robusta, facile da costruire in grande serie e economicamente accessibile. Nacque così la Volkswagen ovvero "la macchina del popolo" (letteralmente "carro del popolo") che tanto successo ebbe anche e soprattutto negli anni 50/60 in tutto il mondo dove ne vennero costruite e vendute a milioni.
Lo stesso volle fare anche con la radio con un obiettivo molto ambizioso: mettere in ogni casa un ricevitore in grado di diffondere i discorsi e le notizie del regime. Questo obiettivo poteva essere raggiunto ad un solo patto: che il prezzo degli apparecchi fosse al livello delle possibilità delle famiglie meno abbienti. Questo livello fu stabilito da un'apposita commissione in 75 marchi, l'equivalente di 345 lire dell'epoca, meno della metà del costo di una radio economica italiana.
Venne creato un consorzio di industrie e si fece un concorso di idee e di progetti. Nel 1933 vide la luce la prima versione di ricevitore popolare: il mod.VE301 dove per "VE" stava a significare VolksEmpfanger, letteralmente "ricevitore-popolare", mentre il numero che la segue indica la data di nascita del Terzo Reich (30 gennaio). Era il frutto di una progettazione attentissima ed intelligente, e costava esattamente i 75 marchi voluti, senza che si fosse fatto ricorso a sovvenzioni pubbliche e venne costruito in vari eversioni, sia in bachelite stampata sia in legno.