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I3TXF: Ogni radio ha la sua storia
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Ogni radio ha la sua storia……

Come forse molti non sanno, la progettazione delle radio erano finalizzate non solo sotto l'aspetto del successo  commerciale,  ma anche per finalità sociali e vorrei con questa mia rubrica, oltre l'aspetto tecnico,  fare conoscere anche questo risvolto.
73 de I3TXF Pierantonio

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VE 301 e DKE38

L'incarico venne affidato all'ingegnere Ferdinand Porsche, titolare dell'omonimo studio di progettazione, creato nel 1931, col diktat di creare un'auto piccola, economica, semplice e robusta, facile da costruire in grande serie e economicamente accessibile. Nacque così la Volkswagen ovvero "la macchina del popolo" (letteralmente "carro del popolo") che tanto successo ebbe anche e soprattutto negli anni 50/60 in tutto il mondo dove ne vennero costruite e vendute a milioni.

Lo stesso volle fare anche con la radio con un obiettivo molto ambizioso: mettere in ogni casa un ricevitore in grado di diffondere i discorsi e le notizie del regime. Questo obiettivo poteva essere raggiunto ad un solo patto: che il prezzo degli apparecchi fosse al livello delle possibilità delle famiglie meno abbienti. Questo livello fu stabilito da un'apposita commissione in 75 marchi, l'equivalente di 345 lire dell'epoca, meno della metà del costo di una radio economica italiana.

Venne creato un consorzio di industrie e si fece un concorso di idee e di progetti. Nel 1933 vide la luce la prima versione di ricevitore popolare: il mod.VE301 dove per "VE" stava a significare  VolksEmpfanger,  letteralmente "ricevitore-popolare", mentre il numero che la segue indica la data di nascita del Terzo Reich (30 gennaio). Era il frutto di una progettazione attentissima ed intelligente, e costava esattamente i 75 marchi voluti, senza che si fosse fatto ricorso a sovvenzioni pubbliche e venne costruito in vari eversioni,  sia in bachelite stampata  sia in legno.
La commercializzazione fu poi fatta da chi ne sapeva tanto di applicazione del potere dei media nei confronti della masse, era il ministro della propaganda nazista, Joseph Goebbels. Nel suo discorso "Der Rundfunk als achte Großmacht" (La radio come ottavo grande potere), tenuto il 18 agosto 1938 in occasione della inaugurazione di una fiera sulla radio, sviluppò il suo pensiero su quella che doveva essere la direzione da prendere per la radio tedesca.

Nell'occasione Goebbels ricordò - citando le parole di Napoleone - come la stampa avesse costituito il settimo potere e come si fosse sviluppata durante tutto il diciannovesimo secolo ed affermò che  "La radio sarà per il ventesimo secolo quello che la stampa è stata per il diciannovesimo".
clikka sulle foto per ingrandirle

E fu proprio durante quella fiera che venne affiancato da un secondo modello di radio popolare, ancora più piccola ed economica: la DKE38 (Deutsche Klein Empfanger: piccolo ricevitore tedesco). Costava solo 45 marchi ed ebbe ancora più successo della sorella maggiore. Il segreto della DKE38 sta tutto in una valvola speciale, la VCL11, realizzata appositamente per quel ricevitore. Questa valvola, oggi quasi introvabile, svolge da sola le funzioni di amplificatrice AF, rivelatrice con reazione ed amplificatrice BF. Una peculiarità costruttiva del DKE38, prodotto a ridosso della guerra, è la quasi totale assenza di metalli, tutti ormai dirottati verso l'industria bellica. Lo stesso chassis e la gabbia dell'altoparlante sono realizzati in uno speciale cartone pressato.

La produzione dei ricevitori popolari continuò durante tutta la guerra e si protrasse anche per alcuni anni nel dopoguerra, fino ai primi anni '50.
Negli anni '30,  Hitler volle creare un'auto in grado di motorizzare il popolo tedesco che non poteva permettersi costosissime Mercedes-Benz .
Le foto si riferiscono a due ricevitori della mia collezione, vale a dire il "VE301W"  versione in legno (notare l'enorme altoparlante a "spillo") ed il DKE1938 dove all'interno sono ben visibili le due valvole speciali con impressa l'aquila nazista con la croce uncinata e l'altoparlante in cartone con impressa la stessa simbologia.
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